Green fashion, la nuova frontiera della moda (e del lusso)

Green fashion, la nuova frontiera della moda (e del lusso)

La moda verde non è una moda. E’ un modo di essere, una filosofia di vita, un atteggiamento mentale e culturale.

E non riguarda solo l’ambiente e la natura. Ma riguarda anche (e soprattutto) le persone, il loro benessere e il loro futuro. Credo che si possano riassumere così le giornate della Green Fashion Week che si è svolta a Roma questa settimana. E si dà il caso che l’industria della moda sia una delle più inquinanti (se non la più inquinante) a causa di alcuni processi produttivi (la tinture dei jeans, per esempio, o quella delle pelli), l’uso di molte sostanze tossiche e il grande spreco delle lavorazioni. E’ anche una delle meno sostenibili, sia per il consumo di materie prime, sia per lo sfruttamento sociale (specie nei paesi in via di sviluppo), leggi fast fashion.

La sesta edizione della Green Fashion week si è svolta dunque nella nostra bella città e io non potevo certo lasciarmi sfuggire questa occasione. Sia perché chissà quando ricapiterà nella capitale; sia perché si tratta di temi che fanno parte del mio vissuto da molti anni, anzi si può dire da sempre. E oggi che la moda è una delle mie passioni (insieme alla lettura, alla scrittura e, appunto, alla natura) mi trovo perfettamente a mio agio nel connubio moda-ambiente.

Rivoluzione necessaria

E poiché, come ci viene sempre ricordato, la forza della moda sta proprio nella straordinaria capacità di leggere i fenomeni sociali e anticiparli, non c’è dubbio che la grande attenzione che il fashion system sta dedicando a questi temi non può essere sottovalutata. Come ho detto, non è una questione di moda, di fenomeno passeggero destinato presto ad essere soppiantato da altri. E’ il futuro stesso del sistema moda. Sia per una questione economica e di approvvigionamento delle materie prime; e sia per una questione biecamente di business (‘attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale delle produzioni è in cima alle esigenze dei consumatori del XXI secolo). Soprattutto nel lusso. Secondo una recente indagine il 13% dei consumatori dei beni di lusso ha citato la sostenibilità come valore fondamentale nelle loro decisioni di acquisto. E saranno sempre di più.

Lo dimostrano le tante iniziative, tutte finalizzate creare le condizioni per una rivoluzione necessaria  e a preparare le aziende ai radicali e indispensabili cambiamenti produttivi e ai relativi investimenti. Potete anche chiamarla innovazione, se volete. Passaggi ineludibili per chi vorrà continuare a fare moda ad alti livelli e sopravvivere alla concorrenza.

Così ecco che a Milano, durante l’ultima settimana della moda, si è svolta la prima edizione dei Green Carpet Fashion Awards; la Camera della Moda italiana ha realizzato un vero e proprio manifesto della sostenibilità; a Roma arriva la Green Fashion Week appunto.

La Green Fashion Week

Si tratta di un’iniziativa internazionale, durante la quale vengono presentate collezioni di stilisti di tutto il mondo e si svolgono tavole rotonde e dibattiti. Quella di Roma è stata la sesta edizione. Le precedenti si sono svolte a Los Angeles, Las Vegas, Dubai, Abu-Dhabi, Milano. Il primo giorno è stato in gran parte dedicato al confronto politico e al dibattito con i protagonisti della moda sostenibile. Le altre giornate sono state invece dedicate alle “sfilate sostenibili”. Dieci stilisti, italiani e internazionali, hanno mostrato le loro collezioni, tutte realizzate con materiali riciclati, fibre naturali, e/o processi sostenibili sia sul piano ambientale che sociale. Il tutto in uno scenario unico, come quello del tempio di Adriano, dei Fori Imperiali e altre splendide location, quelle che solo Roma sa offrire (per i dettagli del programma e le schede dei designer vi rimando al sito).

Per parte mia ho apprezzato soprattuto le sfilate del terzo giorno. Al Westin Excelsior, dove hanno sfilato i designer italiani Flavia La Rocca e Gentile Catone (quest’ultimo un brand emergente che mi è piaciuto molto ed è stato uno dei più applauditi, se non il più applaudito) e Bav Tailor (da Londra).

Vi lascio con una carrellata di foto, così vi fate un’idea (anche se non sono capolavori di foto…) e mi dite cosa ne pensate.

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Happy weekend!

…. and remember: age does not matter!

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