Blogger // giornalisti: riflessioni a margine

Blogger // giornalisti: riflessioni a margine

Ho un dubbio: sono una blogger? Sono una giornalista? Nessuna delle due? O tutt’e due insieme? Quanto è oziosa la diatriba giornalisti vs blogger (e viceversa).

«La mente è come un paracadute: funziona solo se si apre». Questa massima di Albert Einstein l’ho scoperta non molto tempo fa, ma costituisce la sintesi perfetta del mio modo di essere e di vivere. Non è il banale “saper cambiare idea”; è qualcosa di più, molto di più; è ciò che rende la vita interessante e degna di essere vissuta, perché arricchisce e permette di crescere. Come dico sempre: permette di vivere più vite in una sola.

blogger vs giornalisti

E’ per questo che:
1) coltivo il dubbio. Dubitare è uno sprone formidabile alla conoscenza e un antidoto portentoso all’omologazione; insegna a ragionare con la propria testa;
2) rifuggo dalle categorizzazioni e dalle generalizzazioni, che sono, all’opposto, quanto di più chiuso e ottuso esista; rimpicciolisce il mondo; distorce la prospettiva.
Tutto ciò per dire che assisto un po’ interdetta alla diatriba blogger vs giornalisti o, se preferite, giornalisti vs blogger. Un tema sul quale non sono finora intervenuta o non ho fatto commenti essenzialmente per pudore: non ho ancora sufficienti conoscenze o esperienze in materia di blogging, social media, influencer ecc. Però…
Però, mi domando: chi sono io? Una blogger o una giornalista? Se mentre scrivo qui sono una blogger, smetto di esserlo quando scrivo sul magazine per ridiventare giornalista e viceversa? Eppure sono sempre io e non soffro, che io sappia, di sdoppiamento della personalità. La verità è che il mondo non smette di girare solo perché noi non ce ne accorgiamo e nella comunicazione (che comprende anche l’informazione ma non solo) è in corso una vera rivoluzione copernicana alla quale non tutti vogliono/possono adeguarsi e che non si riduce affatto, per dire, al passaggio dei quotidiani dalla carta stampata al tablet. E’ qualcosa di molto più complicato e profondo.
Io sono diventata giornalista secondo lo schema classico: assunzione in un giornale, 18 mesi di praticantato, esame. Ma erano altri tempi: alzi la mano chi ritiene che questi passaggi siano possibili ancora oggi. E’ diventata una mission impossible persino ottenere il tesserino da pubblicista perché solo pochi fortunati riescono a farsi pagare il numero sufficiente di articoli. Così l’accesso alla professione è diventato un percorso ad ostacoli, con la conseguenza che oggi ci sono più giornalisti pensionati che giornalisti attivi.
Il paradosso sta proprio qui: si fa più fatica a diventare giornalisti proprio ora che invece la tecnologia ci mette a disposizione un universo di possibilità per scrivere. Per questo penso che anziché disperdere energie e sprecare fiumi di inchiostro (ancorché virtuale) nella guerra di contrapposizione tra blogger e giornalisti sarebbe molto più utile trovare forme di integrazione tra queste due professioni che sono destinate, secondo me, a diventare una sola. Già oggi ci sono blog più seguiti di testate online e blogger più autorevoli di giornalisti (non basta un tesserino per avere una reputazione migliore): perché non permettere, per esempio, ad un bravo blogger (se lo desidera) di diventare giornalista, attraverso un esame ed eventuali aggiornamenti periodici su temi delicati quali, per esempio, la deontologia? La tecnologia produce cambiamenti; è giusto adeguare le regole di conseguenza.
Ed è forse il caso di abolirlo l’ordine dei giornalisti, che non mi sembra abbia più molta ragion d’essere visto che oggi chiunque può scrivere qualunque cosa ovunque (è pur sempre un diritto costituzionale); allo stesso modo non credo sarebbe utile un “ordine dei blogger”: sarebbe ora che ci scrollassimo di dosso la nostra secolare storia di paese delle corporazioni. Serve, al contrario, un confronto alla pari se non vogliamo svegliarci una mattina e scoprire che il mondo è andato avanti mentre noi dormivamo.
Ecco, io non voglio dormire; voglio mettermi in gioco; stare al passo con i tempi (se non altro perché o ti fai un blog o altrimenti dove scrivi….?); insomma, aprire la mia mente. E per questo, pur avendo superato gli “anta”, mi sono (ri)messa a studiare, leggo, mi guardo intorno, approfondisco, cercando di fare tesoro della mia esperienza professionale ma al contempo rinnovandola per essere al passo con i tempi, avendo anche avuto la fortuna di incontrare persone disponibili a condividere il loro sapere (una menzione speciale a Ida Galati). Perché a mezzi differenti corrispondono anche linguaggi differenti (chi aveva mai sentito parlare di Seo?).

blogger vs giornalisti

 

blogger vs giornalisti

 

blogger vs giornalisti

Leggi di qua, impara di là ho fatto progressi (che posso constatare semplicemente facendo una ricerca su google…). Per esempio: magari ho scoperto l’acqua calda, ma c’è un Seo editor (si trova qui) che fa l’analisi di testo, titolo, metadescrizione ecc e ti dice all’istante se il lavoro che stai facendo è “Seo friendly” oppure no! Un tool utilissimo ed un ottimo allenamento, tanto che adesso faccio a occhio e lo uso solo come verifica.
Perciò, please, non dite che il (fashion) blogging è morto. Altrimenti la mia è tutta fatica sprecata!

Happy week!

…and remember: age does not matter!

 

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