Instagram e Snapchat: il lusso è sempre più “social”

Instagram e Snapchat: il lusso è sempre più “social”

Le notizie sono due: Donatella Versace che sbarca su Instagram e Gucci che invece sceglie Snapchat per lanciare la collezione pre-fall 2016.

Se a queste ci aggiungiamo il rapporto del Censis sugli italiani e internet e l’annuncio di Mango di volersi lanciare nella fast fashion, ecco che un nuovo mondo si va delineando.


Ognuna di queste quattro novità disegna la realtà virtuale e al tempo stesso reale in cui siamo ormai tutti immersi. Non per nulla, su Instagram mancava solo lei, la regina della moda, che alla fine ha ceduto al richiamo dei fan che a gran voce le chiedevano di unirsi a loro su uno dei social network più seguiti. Il suo «Hey guys, here I am» ha ottenuto in un battibaleno quasi 40 mila like, oltre mille e duecento commenti, mentre il profilo («Me, Donatella. I believe in individuality and the freedom to be whoever you want to be. And by the way… I am the Designer. www.versace.comha già 106mila followers. Il primo post è un selfie con un’altra regina del fashion Gigi Hadid e, come recita il comunicato stampa della maison, «Donatella condividerà le immagini della sua vita, tanti momenti “dietro le quinte” di Versace, i suoi pensieri, le sue opinioni e la sua passione per la musica e la cultura nel suo insieme». L’account ufficiale di Versace «resta la piattaforma sulla quale sono trasmesse tutte le ultime notizie sulla casa di moda».
Forse più sorprendente la scelta di Gucci che, guarda caso (ma certo non per caso), usa proprio Instagram per annunciare la novità: la griffe capitanata da Alessandro Michele ha presentato un’anteprima della collezione donna pre-fall 2016, con foto e video sul nuovissimo profilo aperto su Snapchat.

Gucci è così il secondo marchio del lusso, dopo Burberry, ad approdare su questo nuovo (per l’Italia, non così oltreoceano) social network, che a prima vista non sembrerebbe per nulla adatto allo scopo di promuovere le super griffe della moda.
Dedicato e pensato per i giovani, anzi giovanissimi, per molti di noi Snapchat è ancora una cosa misteriosa. Soprattutto non ne comprendiamo bene l’utilità: a che serve pubblicare foto e video che dopo tot secondi si autodistruggono? Allo scopo di chiarirvi le idee vi rimando a questa guida che è forse una delle più complete che ho trovato e soprattutto mette in risalto le grandi, enormi opportunità di visibilità, ancorché effimere, che Snapchat offre proprio alle aziende. Non può certo essere un caso se sia Facebook che Google hanno già fatto ricche offerte (per ora respinte): hanno certamente compreso le potenzialità di un social network che, nato solo nel 2011, ha già 100 milioni di utenti ed è valutato ben 16 miliardi di dollari…
E attenzione, perché è vero che le foto e i video di Snapchat scompaiono, ma la traccia rimane (basta fare un screenshot), come si vede dalle foto seguenti che ho rintracciato su Tumblr

 

Social network fa rima con internet. E, guarda un po’, secondo il 49° Rapporto Censis sulla situazione sociale dell’Italia, gli italiani che “navigano” sono ormai molto vicini ai due-terzi della popolazione, grazie all’uso sempre più diffuso di smartphone e tablet, che permettono di essere sempre e (pressoché) ovunque connessi.

Si aprono nuove vie, verrebbe da pensare delle autostrade, per chi vuole avvicinare ancora di più il proprio pubblico o conquistarne di nuovo. Strade sulle quali l’azienda o il brand può far viaggiare a velocità supersonica il proprio messaggio, senza più la mediazione di giornali, riviste specializzate, televisione o altri mezzi di comunicazione tradizionale. Una rivoluzione che chissà dove ci porterà…

Una prima risposta arriva da Mango (ecco un’altra novità): il brand di moda spagnolo ha annunciato che a partire dalla prossima primavera i negozi saranno riforniti ogni 15 giorni dei capi di maggiore tendenza del momento, in un ottica di rapidità per far arrivare nel punto vendita il prodotto giusto al momento giusto. E come si fa a capire qual è il prodotto giusto al momento giusto se non andando a vedere che foto si scambiano gli utenti di Snapchat; che “like” lasciano quelli di Instagram e/o che commenti fanno quelli di Facebook? E infatti, dopo anni di onorato servizio e oltre 22 milioni di copie l’anno, Mango manda in pensione il catalogo, per puntare sui canali online (e, ovviamente, sull’e-commerce, che già oggi gli porta il 10% del fatturato).
Capito?

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