Moda 2016: L’esuberante donna Pomandère

Moda 2016: L’esuberante donna Pomandère

Si ispira al deserto, con le sue contrastanti atmosfere, la collezione primavera-estate 2016 del marchio vicentino, nato dalla creatività di Carlo Zanuso*.                         

Il deserto è quel luogo che sembra vuoto e immobile e invece è ricco di vita e in continuo cambiamento; che è semplice e al tempo stesso complesso; che è caldo di giorno e gelato di notte. È a questi forti contrasti che si ispira esplicitamente la collezione Spring-Summer 2016 di Pomandère, brand tutto italiano fondato nel 2008 a Zanè (Vicenza) da Carlo Zanuso: «Il fascino del deserto come punto di partenza e di osservazione per catturare emozioni e indicazioni che aiutino ad esplorare la contemporaneità complessa del nostro quotidiano. Spesso non così distante dalle difficoltà imposte dalla vita nel deserto, solitudine compresa». 

Come è nello stile del marchio, anche in questa collezione le linee sono essenziali e rigorose ma tutt’altro che povere: cotone e lino; tagli tecnici; ricami ajour; pizzi traforati, jacquard tono su tono. A dominare sono le tonalità neutre, quelle della sabbia del deserto, appunto; le forme sono fluide e morbide, lievemente androgine, per una femminilità non convenzionale, con capi confortevoli, facili da portare: pantaloni casual, caban ampi, ma anche giacche dal taglio più slim e abiti lunghi dalla scollatura profonda e sexy.
Non mancano i contrasti di colore: il blu profondo (quello che ricorda i misteriosi Tuareg del Sahara); il rosso vivo, l’ocra, l’arancio, a richiamare le intensità cromatiche del deserto del Gobi. Il tutto reso ancora più deciso dalle stampe allover, ripetute e ritmiche. Ne esce una donna esuberante e al tempo stesso romantica. É l’understatement ricercato e riconoscibile tipico di Pomandère, lontano dagli eccessi, fatto di ricerca e recupero della artigianalità e della migliore sartorialità italiana, rigorosa nella scelta dei tessuti. 
D’altra parte è da lì che viene il gusto di Carlo Zanuso: una tradizione familiare di camiceria artigianale, rivisitata in chiave contemporanea ma sempre con l’idea di realizzare capi ben fatti e semplici, che proprio perché semplici si modellano su chi li porta; leggeri, perché lasciano la donna libera di seguire il proprio stile e la propria ispirazione; “colti”, perché ispirati da chi ha vissuto immerso nella cultura, nel talento, nella qualità e che sa cogliere (e magari anticipare) i trend. D’altra parte, i pomendère erano quei sacchetti di lino che venivano riempiti di fiori secchi e bucce d’agrumi e che con le loro fragranze naturali servivano per profumare gli armadi: passato e presente che si ritrovano, per recuperare l’uno ciò che c’è di buon nell’altro.
*pubblicato su Switch-magazine.net
il 19.11.2015

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