Un sabato italiano

Come promesso, ecco il resoconto del mio sabato mattina trascorso al Design Art Food@Le Formiche Lab,
dedicato questa volta al fatto a mano, il cui titolo era per l’appunto: “Hand Made Revolution”. Che dire? E’ stata una vera e propria full immersion nel miglior artigianato italiano, quello fatto di abilità manuale, gusto, materie prime di qualità, originalità e creatività: tutte cose che a noi italiani proprio non fanno difetto, ma che sono diventate davvero difficili da scovare! Ebbene, lì a via Vitorchiano (periferia nord di Roma) ce n’era una concentrazione tale da diventare matti!!
Prima di tutto due parole sulla struttura che ospitava l’iniziativa. Si tratta di una ex draga dell’Ottocento, con tanto di capriate, riadattata a showroom di moda e a spazio per iniziative come Design Art Food (gettonatissima a Roma) ma anche feste, cerimonie, concerti. La draga ospita anche il laboratorio di Massimo Sposito, uno dei proprietari e organizzatori dell’iniziativa, che qui realizza mobili artigianali usando anche materiali di recupero con cui ha arredato (e arreda) molti negozi della capitale: Massimo è stato il mio gentile Cicerone, a guidarmi per i suggestivi e ampi spazi della ex draga, compresa la cucina, dove spiccavano un bellissimo piano realizzato con un vecchio tavolo da falegname e un pensile trecentesco, il tutto restaurato dalle abili mani di Massimo. Fuori, un giardino con tavolini, panche e ombrelloni, perfetto per un pranzo di primavera a base di fish and chips e bracerie varie.
Ma per mangiare c’era tempo. La curiosità era troppo forte e mi sono subito messa a girare per le stanze ad ammirare gli oggetti esposti: c’erano così tante cose belle da far girare la testa. Io ho fatto la spola tra tutti gli stand almeno due volte, salendo e scendendo da un piano all’altro come in preda ad un’euforia, facendo incetta di bigliettini da visita, chiacchierando e facendo domande (deformazione professionale…). Dico la verità: mi sarei comprata tutto, soprattutto perché si tratta di oggetti (abiti, bijou, mobili, arredi) che chissà quando riavrò la possibilità di acquistare. Scordatevi il solito mercatino: Elena Aghilone, Donatella Baroni, Cristina Spinella e Massimo Sposito hanno fatto le cose per bene, selezionando con cura gli espositori. Come, per esempio i bijoux “cosmopoliti” di Paola Spinetti, i sandali in legno ma leggerissimi di Antidoti, i mobili vintage di Battiti di Cuore, i gioielli in metallo di Giulio Rizzola e Cristina Serafini Sauli, i capi sartoriali di Lady Bee (venduti a bordo di un’Ape Piaggio che si sposta da un quartiere all’altro della Capitale), le collezioni di Arabeth (puro made in Puglia), quelle di Raviolina Più Uno (direttamente dai Castelli Romani) e quelle dell’Officina Scarlatta (atelier in zona Prati a Roma), le “bronzerie” di Sabrina Gentileschi, le borse in nappa intrecciata di Insoliti Bijoux (made in Fucecchio, Firenze). E mi spiace non poter citare tutti: alla fine ero un po’ sopraffatta e nomi e informazioni hanno cominciato a confondersi nella mia testa! Poi c’era anche una mostra fotografica, allestita in una sala al piano superiore, arredata sempre con mobili di recupero. Si intitolava “XL in Caput Mundi” ed era realizzata dallo Ied Roma per il corso triennale in fotografia della scuola di Visual Communication: trenta immagini, scattate da undici studentesse, ispirate alla moda e al mondo del cinema con Roma come location e con gli abiti offerti per l’occasione da due celebri maison, Sarli e Gattinoni. Senza dimenticare la solidarietà con chi è più sfortunato: non mancavano l’artigianato etnico e quello etico.
Nel frattempo si era fatta l’ora di pranzo. E mentre su, al primo piano, Insoliti Bijoux realizzava per me due bracciali in nappa su misura, mi sono seduta sotto un ombrellone con il mio sacchetto di fish and chips. Stavo bene: ero contenta e rilassata e c’era persino il sole! Il veloce pranzo l’ho concluso con un imperdibile cremolato, di quelli fatti come una volta dalla Casa del Cremolato (artigianato romano!).
Se vi siete persi questo appuntamento, non preoccupatevi: Design Art Food torna ad ottobre e chissà quali sorprese ci riserveranno Le Formiche.



Per finire un veloce e fotografico excursus delle belle cose che mi sono comprata e che presto vi mostrerò indossate.

Un caftano da portare come copricostume o sopra una camicia a mo’ di poncho

Originalissimi i bottoni in plexiglas trasparenti di questa blusa in lino bianco di Lady Bee
Stampe splendidi per questa maglia di Boulevard 72, marchio bolognese

Proprio il giallo che cercavo in questa t-shirt dell’Officina Scarlatta (la sciarpa è un regalo: ancora grazie!)

Cinture e bracciali in pelle abbinati (ma è un caso…)

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