Tic, il bello e ben fatto all’italiana

Da un’idea di Myriam Altieri e Cristina Ghisolfi, The Italian Collection si rivolge ai consumatori americani: «Non vogliamo diventare un supermarket ma siamo ben disposti ad aggiungere nuovi “brand”: l’Italia ne è piena. Come però è piena di artigiani improvvisati. Perciò dobbiamo stare attenti, perché per lo sbaglio di uno pagano tutti. Scegliamo artigiani che conoscono il mestiere, danno garanzia di qualità».  (il mio nuovo articolo su FQMagazine.it)

L’Italia del bello e del ben fatto; dei maestri artigiani; del gusto e della raffinatezza ha ora le sue ambasciatrici all’estero: Myriam Altieri e Cristina Ghisolfi. La prima, di origini italiane, vive negli Stati Uniti ed è esperta di comunicazione marketing; la seconda vive a Milano e si occupa da sempre di promuovere e difendere il made in Italy, ma non quello, già stranoto, delle griffe, bensì quello della grande tradizione artigianale del Belpaese. Amiche di vecchia data hanno unito le forze di qua e di là dell’oceano per mettere in piedi un progetto che si chiama “The Italian collection” (theitaliancollection.com), ovvero una piattaforma web che propone accessori e capi di abbigliamento rigorosamente fatti a mano in Italia da maestri artigiani.
“Ho lavorato tanti anni su progetti di promozione del made in Italy (non dei grandi marchi) con assessorati e regioni – racconta Cristina Ghisolfi – che desse il giusto risalto alla nostra produzione artigianale, quella dei piccoli artigiani o delle piccole aziende che realizzano dei veri e propri capolavori ma che non sono in grado di superare i confini. E quando Myriam ha visto le foto dei prodotti che io cercavo di promuovere anche all’estero, mi ha detto: perché non proviamo a venderli in America?”. Più facile a dirsi che a farsi, anche perché parliamo del 2010, nel pieno della crisi economica “ma se uno crede nella sua idea…”. E poi perché “per quanto possa sembrare paradossale, è più facile aprire un negozio che un sito di e-commerce; emergere nell’online richiede un lavoro lungo e faticoso – racconta ancora Cristina Ghisolfi – di continuo aggiornamento. Per esempio adesso stiamo lavorando per rendere il sito compatibile con smartphone e tablet”. Per non dire del mercato americano, che è molto esigente (customer care efficienti, tempi di consegna certi, prezzi trasparenti comprensivi dei dazi doganali) e tutto dev’essere all’insegna del “make it easy”.
The Italian Collection, infatti, nasce proprio rivolto ai consumatori americani, ai quali vengono proposti oggetti di alto artigianato italiano (cappe e sciarpe in cashemire, borse e cinture, bracciali e collane), frutto di una selezione molto rigorosa e prodotti on demand, cioè realizzati appositamente per il cliente, con un tempo di attesa che può andare dalle due alle sei settimane. “Si tratta di una clientela raffinata – dice ancora Cristina – che cerca il “pezzo unico”, il vero made in Italy, l’alta qualità di materiali e abilità artigiana”. Per questo la caccia non finisce mai: “Non vogliamo diventare un supermarket – spiega Cristina Ghisolfi – ma siamo ben disposti ad aggiungere nuovi “brand”: l’Italia ne è piena. Come però è piena di artigiani improvvisati. Perciò dobbiamo stare attenti, perché per lo sbaglio di uno pagano tutti. Scegliamo artigiani che conoscono il mestiere, danno garanzia di qualità, hanno buon gusto. Insomma: cerchiamo il rigorosamente italiano e il rigorosamente ben fatto”.
Per ora sul sito figurano Valentina Nuzzi (borse), Nicola Luccarini (maglieria), Maria V. Albani (bijou), Pashmere (cashmere), Divo Diva (borse), Unici (sciarpe), Sangiorgio Factory (pelletteria), Roberta Gianani (bijou), Filippo Biagiotti (plaid e cuscini), Colette Della Vedova (ombrelli e cappelli) e Barbara Del Po (sciarpe). Cristina e Myriam selezionano personalmente i prodotti da inserire nella piattaforma (l’azienda non paga nessuna “tassa d’ingresso”), ma offrono anche la possibilità di testare preventivamente il nuovo prodotto tramite la pagina facebook pubblicandone la foto. Perché poi, alla fine, «noi vogliamo sì vendere, ma anche “trasferire” lo stile italiano – spiega Cristina – E far conoscere l’Italia in tutti i suoi molteplici meravigliosi aspetti: sui social media, per esempio, presentiamo nuove località e ricette della tradizione culinaria italiana».
La base societaria di The Italian Collection è negli Stati Uniti e per questo acquistare dall’Italia (o dal resto d’Europa) non è conveniente a causa dei dazi doganali, ma “stiamo lavorando per aprire una società qui in Italia per rivolgerci al mercato europeo. Dovremmo farcela entro il 2015 per essere operativi nel 2016″ assicura Cristina. Così come sarà ampliata anche la collezione, introducendo una sezione di oggetti d’arredamento e una linea uomo.

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