I am not a photographer

Mio padre non era un fotografo, ma scattare fotografie era una parte essenziale del suo mestiere di scenografo.

Ed era anche una sua passione, perché ovunque andasse aveva sempre con sé una macchina fotografica e moltissime sono le foto che mi ha scattato fin da piccola. Gran parte dei ricordi che ho di lui ha a che fare con fotografie. Naturale che, arrivata all’età della ragione, abbia voluto capirci qualcosa anch’io e i primi rudimenti di fotografia me li ha dati lui, permettendomi di usare le sue macchine fotografiche, scelte tra il meglio di ciò che offriva il mercato dell’epoca. La capostipite è una Leica M3, che mio padre ha usato per moltissimi anni (anche perché è praticamente indistruttibile), ha girato il mondo con lui e ne ha viste di tutti i colori: con lei ho imparato i primissimi rudimenti della fotografia, necessari per usare macchine fotografiche completamente manuali. Alla Leica fu dopo un po’ affiancata una “più moderna” Minolta SRT 100X. Una reflex completamente manuale, che per funzionare è assolutamente indipendente pure dalle batterie (solo l’esposimetro richiede una comunissima pila alkalina), che è stata la mia “nave scuola” e che in sostanza mio padre mi regalò quando, per esigenze professionali, lui passò alla Canon AE-1, che alcuni considerano la capostipite delle reflex super automatiche: questa fotocamera l’ho usata poco, perché ce l’aveva sempre lui! E’ la sua ultima fotocamera, non ne ha acquistate altre. Da allora, molte cose sono cambiate, compresa la rivoluzione digitale. Così, dopo aver abbandonato per un po’ di anni la passione per la fotografia, al punto da aver quasi completamente dimenticato le nozioni base, ho deciso di “rimettermi a studiare”, abbandonando una volta per tutte le fotocamere compatte per tornare ad una vera e propria reflex. L’ultima arrivata è la recentissima Nikon D3300 (che avrà come custodia il mio bellissimo zainetto Grafea), il giusto compromesso tra tecnologia, semplicità, professionalità e creatività!


My father was not a photographer, but taking photographs was an essential part of his job as a production designer. And it was also a passion, because everywhere he went he always carried a camera and many are the photos that he took from my young age. Much of the memories I have of him has to do with images. Natural, arrived at the age of reason, I wanted to figure it out myself: he  gave to me the rudiments of photography, allowing me to use his cameras, selected from the best of what the market offered the era. The founder is a Leica M3, which my father used for many years (also because it is virtually indestructible), has traveled the world with him and has seen all the colors: with her I learned the very first rudiments of photography, needed to use full manuals cameras. The Leica was after a while joined by a “more modern” Minolta SRT 100X. A fully manual SLR, that to work well is absolutely independent from the batteries (only the exposure requires an ordinary Alkaline battery), which was my “training ship” and that essentially my father gave me when, for professional reasons, he went to the Canon AE-1, which some consider the founder of the super automatic SLR: this camera I used little, because he always had it! This was his last camera. Since then, many things have changed, including the digital revolution. So, after abandoning the passion for photography for a few years, to the point of having almost completely forgotten the basics, I decided to “get back to studying” abandoning once and for all compact cameras to return to a real reflex. The latest is the recent Nikon D3300 (which will be kept in my beautiful Grafea backpack), the right balance between technology, simplicity, professionalism and creativity!

Backpack: Grafea

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