Zampe di gallina

Non potendo permettermi il bellissimo abito in fantasia pied de poule sui toni scuri che ho visto in una vetrina Dior, ho ripiegato su questo twin set sciarpa e cappello comprati da Coin.


Perché, gira che ti rigira, mi sono resa conto che il mio guardaroba era pericolosamente sguarnito, mentre in un armadio un po’ di pied de poule non può mancare: è un tessuto (o forse sarebbe meglio dire una fantasia) che, un po’ come il tartan, non passa mai completamente di moda. E anche se passasse, beh, io la trovo una texture che non annoia, è facile da abbinare, può essere indossata sportiva o elegante. Insomma, abbinato a pelle nera o, meglio ancora, al rosso, con un capo in pied de poule si fa sempre una bella figura, sia nella versione classica in bianco e nero, o in quella più “sbarazzina” ottenuta grazie a sfondi in colori inusuali. La sua forza sta, secondo me, nell’effetto ottico che danno quella specie di quadrati bianchi e neri, per cui l’insieme ne risulta sfumato, addolcito, morbido (a meno che uno non esageri, ma lei è Lady Gaga…).

Poi mi è venuta la curiosità e sono andata a documentarmi. Manco a dirlo, il pied de poule nasce in Scozia (non c’è che dire: gli scozzesi sono sempre stati maestri nella lavorazione della lana) sicuramente nell’Ottocento: si trattava di un panno di lana intrecciata, usato dai pastori. Dunque era un tessuto povero, che solo agli inizi del Novecento conquista anche le classi più agiate, diventando simbolo di lusso ed eleganza, benché il nome “pied de poule” derivi dal francese “zampa di gallina” (che richiama la forma degli intrecci)!

Il pied de poule, dunque, nasce principalmente come tessuto, realizzato alternando gruppi di quattro fili bianchi e quattro fili neri di lana cardata o pettinata. Oggi, però, si trova anche in stampa e fantasia su capi di abbigliamento di cotone, di stoffe sintetiche e persino sulla pelle (o la plastica) di borse e scarpe.

Forse il primo a consacrare definitivamente il pied de poule come simbolo di stile è stata la maison Dior, che lo utilizzò per la scatola del suo profumo di Miss Dior nel 1947.

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