Nel paese delle…erbe

Collepardo (Frosinone, Lazio), mille anime nel cuore dei Monti Ernici, è davvero il paese delle erbe, ma si potrebbe anche dire delle meraviglie.

Grazie al suo clima speciale (un po’ mediterraneo, un po’ appenninico), ospita qualcosa come 1.400 varietà di specie vegetali, che hanno dato vita ad una ricca e secolare tradizione erboristica e fitoterapica, tanto da giustificare la leggenda dell’Orto del centauro Chirone (figura mitologica, della quale, si dice, furono discepoli nientemeno che Achille ed Esculapio, precursore della medicina). Quando è il momento, tra febbraio e marzo, inizia la raccolta delle gemme, dei fiori e delle foglie e bisogna fare in fretta: un esercito di 200 raccoglitori inizia la perlustrazione di valli e montagne alla ricerca del prezioso tesoro, che poi sarà trasformato in liquori, erbe essiccate, creme, tinture madri ecc. Se siete soliti usare prodotti per la fitoterapia, non potete mancare una visita a Collepardo.

Dove c’è il laboratorio di fitopreparazioni, erboristeria e la liquoreria artigiana Sarandrea, che sta per compiere cento anni (è stata infatti fondata nel 1918) ed è aperta anche la domenica (ma solo la mattina).




Troverete la proprietaria, la signora Loredana, che con pazienza e gentilezza, vi svelerà un po’ di segreti, vi darà consigli, vi racconterà aneddoti. Vi darà persino la “scheda tecnica” del prodotto che vorrete acquistare, con tanto di bibliografia. Perché meraviglie sì, miracoli no: benché la tradizione della fitoterapia risalga ai monaci benedettini (di cui il territorio del frusinate è ricco di testimonianze come l’abbazia di Casamari o la certosa di Trisulti, che sta proprio lì a due passi e vale una visita), 


oggi le conoscenze scientifiche dimostrano le capacità terapeutiche di fiori e piante: «All’inizio del XVI secolo Paracelso tenta di isolare “l’anima dei vegetali” cioè la fonte delle loro virtù terapeutiche. Oggi il rapido progresso e l’approfondimento della conoscenza, gettano uno sguardo retrospettivo sul cammino percorso dopo le prime ricette in laboratori artigiani con piante officinali pazientemente raccolte in zone non contaminate». La Sarandrea raccoglie la flora in ambienti lontani dall’inquinamento e usa l’acqua sorgiva delle montagne incontaminate degli Ernici e l’alcol proveniente dalla distillazione di vinacce e frutta. Appunto, niente miracoli, ma studio, approfondimento, ricerca. Ciò che ha trasformato una piccola distilleria, fondata da un frate cappuccino all’inizio del secolo scorso, in un’azienda che dà prestigio ad un intero paese e dove i fratelli Marco e Bernardo, in campo liquoristico per primi a livello internazionale, diffusero la Sambuca, oggi rinomato liquore, nato proprio a Collepardo nella certosa di trisulti ad opera dei monaci Certosini. Se volete, potete andare a scoprire le bellezze naturali dei dintorni, salendo su a Prati di Campoli, 




un grande pianoro a 1.200 metri slm, circondato da ampie faggete. E siccome l’aria fresca di montagna fa sempre venire appetito, ci sta anche una sosta da Domus Hernicadelizioso ristorante di Veroli (altro paese che merita una visita), dove si mangia bene e si spende poco!


Arrivederci a Collepardo!

Giacca: Peuterey

Camicia: Etro
Scarpe: Church’s
Borsa: Braccialini



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