Nuovo senato vecchio

Il Senato ha approvato la riforma del #Senato. È ùna giornata di lutto. I nostri Padri costituenti si staranno rivoltando nella tomba. Con la scusa della governabilità ci tolgono un altro pezzetto di democrazia. Nell’ultima intervista prima della morte, così parlava #Berlinguer: «le spinte autoritarie» nascono  anche « da ragioni obiettive, cioè dalla crisi politica e sociale», ma soprattutto dalle «tendenze legate alle ristrutturazioni economico-finanziarie». Vi è il tentativo di arrivare «a scavalcare il consenso, a forzature soggettive e quindi ad alterare le regole della democrazia. Il decreto che taglia i salari ne è l’esempio più lampante». E aggiungeva: «Una democrazia che sia efficiente è un problema vero. E noi lo abbiamo tanto tempestivamente percepito che siamo gli autori della proposta più radicale di riforma istituzionale: passaggio al monocameralismo, drastica riduzione del nunero dei parlamentari, quella che viene chiamata “delegificazione”, e cioè il riservare al parlamento nazionale soltanto le grandi scelte legislative, lasciando agli altri poteri democratici dello stato, in particolare alle autonomie locali e alle regioni, gli altri interventi. Perché questa nostra proposta è stata respinta da tutti? Noto una singolare contraddizione tra questo rifiuto e tutto ciò che si va dicendo sulla necessità di decidere rapidamente». Insomma, col decisionismo che cerca di esautorare il parlamento guardando «a una sola sede di decisione: l’esecutivo», si vuole semplificare il problema in presenza di «una società estremamente complessa», dando «una risposta non democratica a un problema reale e urgente». Non per caso «questa tendenza si manifesta soltanto quando si tratta di colpire gli interessi dei lavoratori, mentre c’è il massimo di assenza e lentezza quando si tratta di colpire gli interessi dei gruppi privilegiati. Noi siamo i primi ad affermare la necessità di intervenire per migliorare il funzionamento delle istituzioni e del parlamento…. ma partendo dal presupposto che la democrazia, lungi dall’essere un ostacolo, è indispensabile alla soluzione dei problemi del paese». Era il 1984, parole di un’attualità impressionante.

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: